Allacciate le cinture: si parla di aerofobia

Quanti hanno paura dell’aereo? Si chiama aerofobia e non si direbbe ma ne soffre quasi un italiano su due. C’è chi si dice a disagio nell’aereo e chi è terrorizzato alla sola idea, chi teme quello che potrebbe succedere al mezzo e chi si preoccupa delle proprie reazioni una volta salito a bordo.

Inutile sottolineare che resta il mezzo di spostamento più sicuro, sottoposto a controlli rigidi e nella mani di personale specializzato. In tutti i casi, infatti, la paura sta nella propria testa e non nell’aeroplano. L’informazione tranquillizza ma non allontana il disagio perché viene basato sulla possibilità più che sulla probabilità. In altri termini, è vero che la catastrofe è un evento raro ma chi ci assicura che non capiti proprio a noi? È il coinvolgimento personale che fa di quest’emozione non più un’esperienza universale ma un fatto individuale. E allora è bene chiedersi cosa racconti di noi l’aerofobia e perché proviamo tanta insicurezza.

Le statistiche, ad esempio, segnalano che nei tre anni precedenti la comparsa di questa paura, le nostre vite sono state segnate da eventi particolarmente stressanti. Un cambiamento significativo infatti provoca emozioni forti che forse al momento non è possibile esprimere e che stanno lì, in attesa di trovare una collocazione definitiva e meno dispendiosa per la propria vita. Magari proviamo a rivolgerle verso oggetti che incutono timore e restano un po’ misteriosi ma dei quali in fondo possiamo fare a meno. Beh, cosa meglio di un aereo, che a simili altitudini costringe a affidarsi a sconosciuti e non offre vie di fuga? È più facile evitare un aereo che fare i conti con aspetti intimi della propria identità e delle nostre relazioni, no?

Insomma se la paura è nella testa e non nell’aereo, solleviamo questo mezzo da responsabilità che non ha, e se la paura è un problema di fiducia, proviamo ad avere un po’ più di fiducia in noi! Riflettiamo un po’ su noi: vogliamo davvero volare? Cosa tentiamo di (non) dirci attraverso la paura dell’aereo? Quanta ansia è nostra e quanta è un’eredità della nostra storia?

Evitare il problema non lo risolve, è solo apparentemente più facile scappare piuttosto che restare e provare a cambiare gli occhiali con cui guardiamo il mondo e noi stessi. Sappiamo però che se è difficile vincere la paura da soli, possiamo riuscire a dominarla… con una serie di trucchi.

Il primo passo è il riconoscimento dell’emozione: se non riconosciamo la paura, si trasforma! Quando voliamo, ci si può prendere cura di sé in diversi modi:

  • scegliere il sedile giusto: sedersi all’ultimo posto non calma la paura a causa del frastuono dei motori!

  • evitare sostanze eccitanti o di guardare il meteo prima di partire

  • cercare di riposarsi: la stanchezza amplifica paure e fantasie catastrofiche!

  • portarsi dietro le cose che meglio ci distraggono (libri, mp3…)

  • sfruttare l’occasione di conoscere nuove persone

  • ricordare che gli aiuti farmacologici servono ad alleviare la paura ma non agiscono sul disagio

Inoltre, non bisogna temere di chiedere aiuto, che sia al personale di bordo, che ben riconosce chi ha paura, o ad un esperto che possa farci riflettere sul nostra condizione generale e sul caso particolare dell’aereo, insegnandoci tecniche di rilassamento, attraverso la respirazione e l’immaginazione, visto che non potremmo portarlo sempre con noi.

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