Tu non ci sei più e io sono triste

Come spiegare il lutto ai nostri bambini

Quante volte ci chiediamo come dire a nostro figlio che il nonno od uno zio è mancato; ci vengono mille dubbi e domande: se dirglielo, come dirglielo e quali reazioni potrebbe avere.

Purtroppo, in alcuni casi, siamo costretti a dover dire che è mancato un genitore o un fratello e il coinvolgimento emotivo dell’altro genitore è notevole.

È di fondamentale importanza comunicare al bambino la scomparsa della persona cara per morte; negare che ciò è avvenuto non aiuta il bambino, anzi, peggiora il suo stato d’animo.

Raccontare per esempio che la persona morta si è trasferita per lavoro o non ci sarà più per altri motivi è una bugia che scatena nel bambino ansie di abbandono e fa sì che il bambino non si fidi più dell’adulto.

Come si può pensare che il bambino creda che il papà si sia davvero trasferito per lavoro, quando vive con adulti che sono arrabbiati, tristi o sconvolti per quanto è accaduto?

Anche quando si cerca di trattenere le lacrime e di non far vedere la tristezza, i bambini capiscono e si sintonizzano sulle emozioni delle persone che gli sono accanto.

È un po’ come se sapessero quello che sta accadendo intorno, ma ciononostante non possono dire niente, fare domande. In questo modo non gli si dà la possibilità di parlare di quello che è successo e di elaborare quanto è accaduto.

Come raccontargli ciò che è successo? Non esistono parole giuste o sbagliate e le parole vanno adattate all’età dei bambini. Ciò che è importante è comunicare la verità: la persona che è mancata non tornerà, è salita nel cielo ma rimarrà sempre nei nostri cuori.

È importante che questa notizia venga comunicata dalle persone che sono più vicine al bambino, in primis i genitori, anche quando riguarda la morte dell’altro coniuge. Anche se può sembrare più facile, lo psicologo non può essere la persona indicata per comunicare questa notizia.

Il bambino ha bisogno, in questo momento delicato, di sentirselo dire dalle persone a cui è legato e con le quali ha una relazione significativa e non da un estraneo.

Non dobbiamo avere paura delle nostre emozioni; non è sbagliato dire: “mamma in questi giorni è un po’ triste perché pensa al nonno”. Contrariamente a quanto si pensa, comunicare al bambino le nostre emozioni lo aiuta a dire a sua volta come sta ed eventualmente a fare anche delle domande.

Nella testa dei nostri bambini frullano tante domande intorno a questo tema e le domande possono trovare risposta solo se il bambino riesce a farle.

Il bambino va aiutato a mantenere un legame con la persona che è mancata, parlando di lei, ricordandola e pensandola.

In alcuni casi è necessario un percorso terapeutico per aiutare il bambino ad elaborare tale evento, anche nei casi in cui sia passato qualche anno dalla morte per esempio del proprio genitore.

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