L’adolescenza è una malattia?

Quanti genitori si domandano: ma perché è cosi dura l’adolescenza?

Tutti noi abbiamo colleghi che giungono in ufficio e si lamentano di non sapere come affrontare quel figlio adolescente che sembra essersi trasformato in qualcosa che non riconoscono, come fare a mettergli dei limiti, a reagire alle sue provocazioni e poi come fare con la sessualità.

I genitori degli adolescenti sono pieni di dubbi, domande e ansie… è come se navigassero in un mare sconosciuto e avessero perso il timone della propria barca.

In effetti un po’ il timone lo hanno perso… non possono avere il controllo su tutto e l’adolescente reclama costantemente indipendenza.

Fondamentale è il comportamento del genitore che deve riuscire a non farsi sopraffare dalla sensazione di non riuscire a gestire il comportamento del figlio adolescente.

Improvvisamente quello che era il nostro adorato bambino diventa un ragazzo o ragazza che quasi ci sembra un estraneo, non lo riconosciamo più, vuole continuamente affermarsi; ingaggia discussioni; fa richieste che riguardano anche l’aspetto fisico (capelli colorati, piercing), e per ultimo ma non il meno importante ha un umore mutevole: fa l’agnellino e poi subito dopo si arrabbia terribilmente.

L’adolescenza è sicuramente un’età difficile e ricordiamoci  che può essere meravigliosamente terribile non solo per i genitori ma anche per gli adolescenti stessi. Ci piace metaforicamente pensare all’adolescenza come ad una malattia ovvero come a qualcosa che comunque passa. Ovviamente stiamo parlando di malattie passeggere. Una malattia provoca disagio, fastidio, sofferenza e vulnerabilità. E in adolescenza tutte queste cose che abbiamo appena citato non sono forse presenti? eccome no? La vulnerabilità è al primo posto, una vulnerabilità sia fisica che emotiva. E la sensazione di fastidio? i cambiamenti corporei possono creare disagio e fastidio, le cosiddette “regole dettate” dai genitori e dalla società, spesso vengono vissute come un aspetto molto fastidioso. E poi se parliamo di sofferenza? le prime delusioni amorose, le competizioni con il gruppo dei pari, non genera un po’ di sofferenza?

Come abbiamo detto, essere genitori di un adolescente è difficile, l’importante è ricordarsi sempre di quanto è complicato essere adolescenti, stargli vicino, dargli la sicurezza di “esserci” e chiedere aiuto quando vediamo che l’adolescente ha oltrepassato il limite di sofferenza e disagio accettabile.

Ci sono situazioni di disagio che si instaurano in adolescenza per cui è necessario intervenire con l’aiuto di uno psicologo per evitare che questa situazione si cronicizzi.

I campanelli di allarme sono i seguenti: isolamento, eccessiva chiusura in se stessi, comportamenti devianti ripetuti nel tempo e pericolosi, difficoltà di adattamento, fragilità emotiva, ansia, difficoltà relazionali.

Un po’ di questi comportamenti possono essere presenti ma quello che conta è che non oltrepassino un certo limite.

Se sei un genitore e sei preoccupato per tuo figlio, non sai bene se i suoi comportamenti sono da considerare a rischio, piuttosto che stare ad aspettare con ansia sul da farsi, rivolgiti a dei professionisti per una consulenza genitoriale ed eventualmente un lavoro clinico sull’adolescente.

Un disagio importante in adolescenza non può che avere delle ripercussioni sulla vita futura e trascinarsi in età adulta.

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