Chi ha paura dello psicologo alzi la mano!

Si sente parlare di paura ad uscire di casa, paura dell’aereo, paura dei ragni, paura di guidare… ma non si parla mai della paura che genera lo psicologo.

Se, di fronte ad una platea, facessimo la seguente domanda: “Hai più paura dello psicologo o di prendere l’aereo?”, riceveremmo una percentuale maggiore di risposte da parte di persone che dichiarano di aver paura dello psicologo.

Eppure di questa paura se ne parla molto poco… ma è una paura largamente diffusa e confermata dagli studi.

Nonostante la sofferenza psicologica sia ampiamente diffusa, le richieste di aiuto psicologico sono molto ridotte, paragonate al bisogno. Tutto non può essere imputato solo a fattori di tipo economico. Una percentuale di assenza di richiesta di aiuto è legata alla paura dello psicologo. Questa paura può avere varie forme e aspetti… addentriamoci.

Tra quelli che onestamente dichiarerebbero la paura dello psicologo e che quindi alzerebbero la mano, c’è chi ha paura di una terapia basata sul dialogo. Queste persone sono più razionali, pratiche e preferiscono centomila volte usare i farmaci o stare male piuttosto che usare uno strumento di tipo relazionale.

Dentro la paura dello psicologo c’è un’altra componente, ovvero la paura di un cambiamento; anche se presente il desiderio di migliorare la propria vita, molti hanno paura di abbandonare il conosciuto per qualcosa di ignoto.

La ricerca e il raggiungimento di un nuovo equilibrio terrorizzano al punto tale da rinunciare al desiderio di stare bene.

Andando in profondità, chi ha paura dello psicologo può avere, in generale, una paura molto forte che concerne la richiesta di aiuto. Si tratta di persone che tutte le volte che hanno chiesto aiuto non lo hanno ricevuto e così hanno imparato a diminuire drasticamente la richiesta di aiuto. Come sapete il primo passo per una persona che va dallo psicologo è ammettere che ha bisogno di essere aiutato e richiedere l’aiuto, fissando il primo appuntamento.

Non può mancare la paura di sentirsi in imbarazzo a raccontare cose di sé o a toccare temi delicati. C’è un tempo per tutto; se ne parlerà solo quando la vergogna e l’imbarazzo saranno diminuiti nel corso del tempo, grazie alla costruzione di un’alleanza terapeutica.

Infine la paura dello psicologo consiste anche nella paura di spendere soldi inutilmente; per queste persone vale il pensiero ”tanti soldi per poi non ottenere niente”.

La psicoterapia ha invece benefici sul cervello. Tecniche di neuroimaging funzionale sottolineano come gli interventi psicoterapici modificano l’attività cerebrale, in particolare di alcune aree (corteccia pre-frontale, cingolo anteriore e amigdala).

Le modifiche visibili riguardano invece i comportamenti di una persona, per esempio un sonno riposante, l’abbandono dei farmaci, il riacquistare una certa serenità interiore. Ne abbiamo elencato solo alcuni, tutto dipende dalla sintomatologia riportata.

Per le persone che hanno terminato un percorso terapeutico è ben chiaro come si è modificata la loro vita in termini di qualità. Sicuramente con qualche soldo in meno o qualche rinuncia in più per pagare la terapia ma con un modo diverso di vivere la propria vita.

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